


Il colore rappresenta un'arma a doppio taglio. Se scelto bene ha la prerogativa di valorizzarci al massimo, ma basta sbagliare sfumatura per commettere un autogol estetico. Voilà i nemici per la pelle dei fototipi più diffusi!
Le testimonial della tipologia Audrey Hepburn dovrebbero dimenticare per sempre il marrone medio, soprattutto dorato – responsabile di penalizzare sadicamente la carnagione olivastra – ed evitare pure il beige più caldo e biscottato. Via libera, invece, al fresco “greige” Armani.
Le amiche che hanno trovato in Grace Kelly la loro icona di riferimento giureranno solennemente su questo post di tenere il nero a debita distanza dal viso, per non rischiare di essere travolte dalla sua prepotenza cromatica. La loro carnagione delicata apprezza la garbata vicinanza di grigio o blu navy.
Quanto alle eredi di Katharine Hepburn, inseriranno nella loro lista nera tutte le tonalità caratterizzate da un sottotono blu (rosso carminio, fucsia, navy scuro…), i grigi più freddi, le sfumature pastello e il bianco neve. Il loro incarnato, infatti, trionfa accanto alle gradazioni delle foglie d'autunno.
Infine, le seguaci di Marilyn Monroe farebbero bene a snobbare le nuance troppo scure (nero in testa), quelle pallide o polverose (sabbia e derivati) e il bianco sparato, responsabili di spegnere la loro naturale radiosità, valorizzata dalle tinte più tiepide e primaverili. Piccoli, grandi dettagli. Perché lo stile è una questione di sfumature.
(Disegno di Bil Donovan, tratto da The Dress Doctor: Prescriptions for Style, From A to Z, di Edith Head, Collins Design).
(Martedì, 19 Luglio 2011 18:49)
(Giovedì, 07 Luglio 2011 12:33)
elena (Martedì, 17 Maggio 2011 15:27)
perché non far conoscere i Suoi libri nel mondo arabo?
Gentile Cinzia,
innanzitutto volevo congratularmi con Lei per i Suoi libri, ho avuto il piacere di leggere "Principesse si diventa" e "L'abito fa il manager", ed entrambi sono stati per me fonte di riflessione e di apprendimento.
Apprendo dal Suo blog che i Suoi saggi sono tradotti in diverse lingue, ma fra questo non vedo la lingua araba. Perché non cerca di far conoscere i Suoi lavori anche nel mondo arabofono? Ci sono molte persone interessate al campo della moda e dello stile italiano (intesi nella loro polimorfia). Il fatto che tali libri siano stati scritti da una italiana con il curriculum vitae come il Suo rappresenterebbe una garanzia (di regole di stile da "imitare", da cui ispirarsi, ecc.).
Conoscendo il mondo arabo ho notato questa cosa e volevo condividerla con Lei. Spero di non essere stata invadente.
Le giungano i sensi della mia stima.
Saluti cordiali
Elena
p.s. in caso Le lascio la mia e-mail: italianteacher11@gmail.com
(Domenica, 27 Febbraio 2011 13:43)
(Giovedì, 10 Febbraio 2011 20:57)

